Colpisce soprattutto il sesso maschile ed è una patologia molto diffusa. Oggi scopriamo insieme come si effettua la diagnosi di questa condizione medica caratterizzata da interruzioni nella respirazione durante il sonno dovute all’ostruzione – totale o parziale – delle vie aeree superiori.
Come ci si accorge di soffrire della sindrome dell’apnea ostruttiva e del sonno (OSAS)?
Di solito il sospetto nasce perché i parenti riferiscono un russamento persistente. Questo, associato a sonnolenza e stanchezza fin dal mattino, può rappresentare un campanello d’allarme. Il primo passo da compiere per indagare l’eventuale presenza della patologia è eseguire la visita con lo specialista otorinolaringoiatra, che studierà la situazione anche grazie ad alcuni esami specifici.
Quale esame svolgere per una diagnosi precisa?
La polisonnografia, ad esempio, è una registrazione del sonno notturno: un tempo si svolgeva tramite ricovero in ospedale, oggi l’esame è più agevole e può essere eseguito a casa, in piena autonomia dal paziente, al quale sarà consegnato un piccolo dispositivo che dovrà tenere con sé durante il sonno, indossando anche un saturimetro al dito ed un dispositivo nasale. Questo metodo – che nel contempo tiene sotto esame anche frequenza cardiaca e respiratoria – permette di valutare il tipo di apnee, esaminare il numero di eventi e distinguere, così, un comune russamento da una patologia
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